lunedì 18 gennaio 2010

Appunti 3 - La Brevità, Gran pregio

Il Teatro Musicale...

Che sia Opera o altro... la chiave è la SINTESI!

(non a caso si parla di "riduzione" teatrale di un romanzo).

Il peggior difetto che si può riscontrare in un testo teatrale, specialmente se una commedia musicale moderna, è proprio quello di avere TROPPE PAROLE, che appesantiscono il senso e rendono difficile capire il messaggio finale.

Se mi è concesso il paragone:
Si puo' dire che l'Opera sta al Musical come Caravaggio sta a Monet.

Prima che tiriate fuori le carabine, mi spiego:
Nell' Opera raramente abbiamo arie totalmente decontestualizzabili (a meno che non si tratti di arie create proprio per essere poi riciclate come quelle "da baule", "da sorbetto" o di bravura).

Romanze come il "nessun dorma" sono belle da ascoltare, ma se decontestualizzate perdono il messaggio (Sì, vincerò...ma cosa?) e il senso (Nessun dorma? Il nome?).

O un'aria come "Sempre libera", rimane piuttosto oscura se non si conosce chi è la protagonista (Vo' che scorra il viver mio // Pei sentieri del piacer) e un po' d'antefatto ("ei che modesto e vigile / all'egre soglie ascese").

Fosse stato per Puccini, non avremmo avuto nemmeno "vissi d'arte" che, effettivamente , "sospende" troppo l'azione (mettendo in crisi fior di Scarpia....e di registi).

Al contrario di quanto accade dell'Opera lirica, i "brani" della commedia musicale moderna (volendo grossolanamente generalizzare, ma non è sempre così) tendono ad esprimere pochi concetti essenziali che poi, in seconda lettura, descrivono una condizione umana generale; ed è proprio questa universalità a renderli piacevoli, e fa mantenere loro un senso anche se presi fuori dal contesto della trama.

Parlando dal punto di vista testuale (da quello musicale la cosa è un po' diversa) in genere i testi musicali sono riducibili ad uno schema piuttosto semplice (cosa da tenere presente anche quando si va ad adattare un testo in un'altra lingua):

Il
ritornello
è quella parte di canzone che riassume l'intero canto e l'intera situazione solitamente in una frase emblematica che rende chiaro il concetto che si vuole esprimere, e determina spesso il successo di una canzone perché gli spettatori vi si riconoscono.
Spesso sono concepiti come veri e propri "motti": pensate a "it's time to try defying gravity" (sfidare anche l'impossibile) "this is the moment"(il punto di svolta nella vita), I dreamt a dream(Speranze di giovinezza infrante),Avoir une fille (la paternità), "aggiungi un posto a tavola" (fraternità), "liberi liberi, senza fili" (Libertà dalle costrizioni);

le strofe,
sono funzionali al dramma, portando all' avanzamento della trama generalmente per mezzo di informazioni molto concise, che se decontestualizzate perdono il senso "particolare" ma non "stonano" perché non sono troppo particolari, per fare degli esempi:
Pensate al verso in Wicked: "look to the western sky" (per indicare che il personaggio diventerà la strega dell'Ovest), o alla strofa "He slept a summer by my side,[...]But he was gone when autumn came in "i dreamt a dream" accenni che, contestualizzati, delineano l'intera storia di Fantine in 4 versi.

Un po' come le brevi pennellate di colore che vanno a formare la figura in un quadro impressionista.

1 commento:

LordAlphie ha detto...

Sempre in Wicked "I'd be so happy I could melt!" in The Wizard and I è una frase che mi ha colpito tantissimo, perchè è un chiaro riferimento al finale della storia (in fondo lo sappiamo tutti come muore la Strega dell'Ovest!), e trovo che in generale in Wicked questo gioco di rimandi sia davvero interessante.