martedì 20 aprile 2010

Libero Sfogo - Giulietta e Romeo ovvero "Per quanto la si lustri, una porcheria rimane una porcheria" [Pt 1]

Io continuo a chiedermi come mai Cocciante (autore di buoni testi, come Margherita) si ostini a far scrivere le liriche a quel presuntuoso ed incapace di Pasquale Panella (Al quale, ricordiamolo, si deve la disfatta artistica del Battisti post Mogol).

A prova schiacciante di questa incapacità ci sono le sue liriche originali, dove riesce a superare in cattivo gusto il sé stesso di Notre Dame (perché anche nel superare sé stessi in peggio ci vuole una certa abilità!)

Ogni buon spettacolo deve reggersi DA SOLO sul testo e della musica, e deve avere un senso sia sul palchino della Sagra dell'asparago, sia sul palco della Scala: coreografie, luci e scenografie sono solo un "più" ...ma non possono sostituire lo spettacolo, altrimenti non stiamo a teatro ma al circo!

E' vero che non sempre dei buoni traduttori sono anche dei buoni scrittori e viceversa; nel comporre qualcosa di originale bisogna anche avere chiaro il "messaggio" che si vuol far passare, "progettare" il testo, bilanciare i termini e cercare le parole giuste, mentre nel tradurre ci si limita solamente a "traslare" il messaggio da un sistema linguistico ad un altro.
Anche se spesso nella traduzione (specialmente musicale) i concetti sono espressi in maniera totalmente diversa, comunque il messaggio di base rimane.

Qui però non abbiamo né l'uno né l'altro!

In "Giulietta e Romeo" alcuni passaggi sono addirittura un insulto al buongusto e alla poesia...nonostante abbiano pure il coraggio di chiamarla, presuntuosamente, Opera Popolare.

Mi fa rabbia vedere bravi artisti, mille sforzi e soldi profusi nell'allestimento sfarzoso e suggestivo di uno spettacolo che, almeno dal punto di vista testuale/poetico/drammaturgico, non lega le scarpe al peggior spettacolino da oratorio.

Guardo le proiezioni gigantesche e gli affascinanti costumi...poi penso a quanti bravi autori ci siano in italia, che non riescono a trovare nessuno che dia loro un po' di fiducia e due lire per metter sù qualcosa di decente.

Sarò pure sbagliato io, ma parlando francamente mi pare che di parolieri non ce ne siano in giro molti e che la maggior parte di questi sortisca non buoni risultati (Per citarne altri: Michele Centonze adattatore di Rent e delle canzoni Disney e Gianmario Pagano per le liriche della Commedia).

Siamo ben lontani, purtroppo, dai tempi di Garinei e Giovannini che, pur in maniera molto ingenua, sapevano veramente creare dei buoni prodotti (sia dal punto di vista musicale che di testo).
Malauguratamente oggi il proliferare di questi improbabili circhi musicali mina seriamente le capacità di giudizio del pubblico, che è ormai abituato ad apprezzare cose di cattiva qualità.

Ma vedrete che il tempo mi darà ragione...
[Fine prima parte]

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