Sono sincero: Epic: The Musical non mi dispiace affatto. Le canzoni sono coinvolgenti e, benché manchino quei due o tre brani davvero iconici che restano subito impressi nella memoria (tipo "Memory" per Cats o "Do You Hear the People Sing?" per Les Misérables), l’opera ha un potenziale indiscutibile. Si percepisce una scrittura appassionata, ed è proprio per questo che mi fa arrabbiare: sarebbe bastata un po' di attenzione in più per farne un lavoro davvero maturo.
Invece, a causa di una gestione drammaturgica fragile e superficiale (complice forse un po' d'arroganza), finisce per rimanere un buon prodotto amatoriale.
Il problema non è la materia prima, che c’è, ma il fatto che sia distribuita male o eccessivamente sovraccaricata.
Voglio spiegarvi cosa intendo analizzando la struttura (almeno dell'inizio) e mostrandovi i piccoli cambiamenti strutturali che apporterei, se ne fossi l'autore, per conferire maggiore ritmo e coerenza all'opera.
Una premessa doverosa: si tratta di un'analisi incentrata sulla drammaturgia e sulla sceneggiatura, non sulla composizione musicale.
Prendiamo ad esempio la prima parte:
The Troy Saga - Struttura attuale
The Horse and the Infant: Il musical parte in medias res, riassume la caduta di Troia attraverso l’inganno del cavallo e introduce subito l’incidente scatenante: Zeus ordina a Odisseo di uccidere il figlio di Ettore, Astianatte, profetizzando che, se risparmiato, tornerà in futuro per vendicarsi.
Just a Man: Il monologo interiore di Odisseo prima di compiere l’infanticidio: dubita, tenta di giustificarsi, ma alla fine si piega al volere divino e scaglia il neonato dalle mura. Qui si delinea il carattere del protagonista: non un semidio né un tiranno spietato, ma "solo un uomo" costretto a commettere un orrore contro la propria volontà.
Full Speed Ahead: Comincia il viaggio di ritorno verso Itaca. Fame e sfinimento spingono l’equipaggio a cercare provviste su un’isola sconosciuta. Dal punto di vista narrativo è un brano d’atmosfera, che introduce il rapporto tra Odisseo e il suo luogotenente Euriloco, evidenziando le prime crepe nella catena di comando.
Open Arms: Viene introdotto Polite: solare, empatico, opposto alla naturale diffidenza di Odisseo. Polite invita l'amico ad accogliere il mondo con fiducia e gentilezza anziché col sospetto. A livello tematico incarna il polo morale della pietà, che resterà il perno filosofico di tutta la prima metà dell’opera (fino alla rottura sancita da Monster alla fine del primo atto).
Warrior of the Mind: Viene introdotto il legame tra Atena e Odisseo attraverso un flashback sul loro primo incontro, che illustra l’ideale di fredda razionalità strategica promosso dalla dea. Funziona da antitesi filosofica alla gentilezza di Polite.
I problemi drammaturgici della saga
A livello di ritmo e coerenza narrativa, in questo blocco iniziale emergono criticità precise:
1. La frammentazione dell'incidente scatenante
The Horse and the Infant tenta di fare due cose enormi contemporaneamente: chiudere la guerra di Troia e impostare il conflitto tragico di Astianatte. Liquidare l'epilogo di un assedio durato dieci anni in poche battute per poi passare subito a Zeus crea un cambio di passo fin troppo brusco. Subito dopo, Just a Man isola il monologo interiore in un brano a parte: separare l'avvertimento divino dal gesto vero e proprio diluisce la carica di suspense che dovrebbe travolgere l'inizio del musical.
2. Il volere di Zeus e la responsabilità dell'eroe
Quando Odisseo implora "Please don’t make me do this", il coro degli dèi non si limita a ribadire la profezia. In sovrapposizione canta: "We’re bringing you down on your knees for you / Oh, this is the will of the gods". Questo conferisce alla scena un tono quasi sadico: gli dèi schiacciano psicologicamente Odisseo, trasformando la sua disperazione in un puro atto di sottomissione.
L’infanticidio rischia così di apparire meno come una scelta tragica del protagonista e più come l’esecuzione coatta di un comando divino. Il verso successivo ("The blood on your hands is something you won’t lose / All you can choose is whose") introduce certamente un dilemma, ma arriva dopo che il coro ha già stabilito che quella è "la volontà degli dèi". La responsabilità di Odisseo resta ambigua e comunque non totale.
Inoltre, questo approccio è in palese contraddizione con il comportamento di Zeus più avanti in Thunder Bringer: lì il re degli dèi non dà un ordine, ma lascia a Odisseo la scelta ("Someone's got to die today / And you have got the final say / You? Or your soldiers?"), rendendo la scena immensamente più drammatica.
3. Occasioni mancate in Open Arms
Si sarebbe potuto affidare qualche verso in più ai Lotofagi stessi, caratterizzando musicalmente e visivamente la loro natura pacifica e l’effetto soporifero del loto, anziché lasciarla solo descritta da Polite e Odisseo.
4. La frattura di Warrior of the Mind
È senza dubbio il punto più debole della saga, perché spezza l'azione per due motivi:
Motivazione immediata debole: Atena interviene rimproverando Odisseo ("Have you forgotten the lessons I taught you?"), ma non si capisce a cosa si riferisca. Il protagonista ha appena conquistato Troia con l'astuzia, sacrificato il neonato per senso del dovere e, nella scena precedente, ha ribadito a Polite la necessità di diffidare del mondo. Anche se nel finale di Open Arms canta un singolo verso più morbido ("Greet the world with open arms"), il rimprovero della dea ("Have you forgotten to turn off your heart?") risulta esagerato o fuori tempo massimo. Perché interviene qui e non quando Ulisse vacillava sulla sorte di Astianatte?
Confusione temporale: Il brano contiene un flashback del loro primo incontro che, all'ascolto puro (senza il supporto delle animazioni visive), risulta disorientante. Si passa bruscamente dal dialogo presente tra mentore e allievo a una scena d'origine, rompendo la continuità cronologica.
Come riorganizzerei The Troy Saga
Volendo mantenere quasi intatto il materiale musicale ma riordinandolo con maggiore fluidità drammatica, interverrei così:
0. Prologo: L'Incontro
Se si vuole mantenere la scena delle origini, isolerei la sezione di Warrior of the Mind dedicata al primo incontro tra Atena e il giovane Odisseo, collocandola all'inizio come breve prologo. Permetterebbe di stabilire fin da subito la posta in gioco, presentare il protagonista con la sua guida divina e impostare una linea temporale pulita.
1. The Horse: La Caduta
Un brano d'apertura interamente focalizzato sull’inganno del cavallo, sull’epilogo dell’assedio e sul trionfo acheo, dando il giusto respiro epico alla fine della guerra.
2. The Infant: Il Dilemma Morale
Qui la scena guadagnerebbe un'enorme carica drammatica:
La scelta di Zeus: Toglierei il verso "this is the will of the gods" ed eviterei di imporre l'atto come "volontà degli dèi", Zeus dovrebbe limitarsi ad enunciare la profezia, e a rispondere alle obiezioni di Ulisse. Il dilemma diventerebbe: "Se lasci vivere questo bambino, sterminerà la tua famiglia. Ora decidi tu". In questo modo la chiusura perentoria "The blood on your hands is something you won't lose / All you can choose is whose", sarebbe molto piú drammatica e creerebbe un perfetto parallelismo con la scelta di Thunder Bringer: "Someone's got to die today/And you have got the final say/ You? Or your Soldiers?"
L'innesto di Atena: Nel momento in cui Odisseo vacilla disperato ("Please don't make me do this"), metterei la seconda parte di Warrior of the Mind. Atena interviene per richiamarlo all'ordine ("Have you forgotten the lessons I taught you?"), opponendo la dura razionalità strategica ai rimorsi umani nel momento esatto in cui serve.
3. Just a Man: La Decisione
Con questa ristrutturazione, Just a Man acquisisce una carica emotiva molto maggiore. I versi:
"But when does a comet become a meteor? / When does a candle become a blaze? / When does a man become a monster?"
assumerebbero un peso drammatico enorme: non più la semplice sottomissione a un ordine divino, ma la consapevolezza lacerante di un uomo costretto a soffocare la propria pietà in nome della spietata logica di guerra.
4. Full Speed Ahead
Invariata. Serve a dare respiro, contesto e a introdurre la necessità di approdare al più presto.
5. Open Arms
Modificata solo in minima parte (dando forse un paio di versi di caratterizzazione diretta ai Lotofagi). Senza l'interruzione di Warrior of the Mind, il brano porterebbe la saga a una conclusione leggera e naturale, funzionando - insieme a "full speed ahead" da perfetta scena di chiusura dell'episodio e transizione prima di entrare nell'episodio del Ciclope.
Conclusione
Se l'analisi vi è piaciuta, posso provare a fare un lavoro simile anche per le saghe successive.
Credo comunque che il punto centrale sia chiaro: la materia prima di Epic è ottima, ma con un po' più di cura nella struttura teatrale avrebbe potuto fare il salto definitivo da progetto virale a solido esempio del musical contemporaneo.
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