Dopo aver analizzato la Troy Saga, mi dedico alla Cyclops Saga, per capire quali aspetti funzionano e quali, a mio parere, potrebbero essere migliorati. Parto da una mappa dei brani e poi passo alle modifiche che farei.
Funzione dei brani
Cosa cambierei
Prima di entrare nei dettagli, una premessa: la saga ha momenti solidi, come il parallelismo di Survive e il ritornello di Remember Them. I problemi che vedo riguardano meno le singole idee che la loro costruzione: alcuni passaggi occupano troppo tempo, altri troppo poco. Procedo seguendo l'ordine dei brani.
1. Polyphemus: la pecora preferita e la giustificazione della vendetta
I versi che mi danno più fastidio in tutta la saga sono quelli in cui Polifemo rivendica la sua pecora preferita e il principio secondo cui il dolore che si semina è il dolore che si raccoglie.
You killed my sheep / My favourite sheep
What gives you the right to deal a pain so deep
Don't you know that pain you sow is pain you reap
Il problema è che il musical sembra voler giustificare l'antagonista attribuendogli una motivazione che, per quanto comprensibile in astratto, non rende meno sproporzionata la sua reazione. È una tendenza narrativa contemporanea che trovo irritante: la necessità di dare a ogni antagonista ragioni che spieghino il suo comportamento, fino al punto in cui la spiegazione rischia di trasformarsi in una giustificazione morale.
Dare una motivazione a un personaggio non significa assolverlo: un antagonista può avere ragioni comprensibili e restare comunque responsabile delle proprie azioni. Il problema nasce quando la narrazione sembra confondere i due piani.
Nel caso di Polifemo la sproporzione è evidente. Odisseo e i suoi uomini hanno ucciso una pecora, ma Odisseo ha anche tentato di negoziare e ha offerto del vino. Polifemo risponde uccidendo i suoi compagni con la clava. Subire un torto non autorizza qualsiasi vendetta: la frustrazione di uno studente per un voto che ritiene ingiusto è comprensibile, ma non rende legittimo aggredire il professore. L'esempio è volutamente estremo, ma mostra la fallacia: il torto subito non giustifica automaticamente la reazione.
C'è poi un problema di caratterizzazione. Sorvolando sul fatto che un pastore possa avere una pecora preferita, questa motivazione mi sembra poco coerente con il personaggio che il musical presenta subito dopo: un gigante brutale, che reagisce agli intrusi con violenza estrema. I versi gli attribuiscono una sensibilità morale difficilmente compatibile con la crudeltà che dimostra immediatamente dopo.
Il parallelismo è probabilmente voluto: la reciprocità del dolore rispecchia il tema della saga, il conflitto tra spietatezza ed empatia che attraversa Odisseo. Ma è proprio questo il punto: la motivazione sembra costruita per servire il tema, più che per appartenere al personaggio. Un Polifemo coerente con la propria natura, territoriale, possessivo e violento, che reagisce perché qualcuno ha invaso il suo spazio e preso ciò che gli appartiene, non avrebbe bisogno di trasformare la sua reazione in una rivendicazione di giustizia.
2. Survive: tagliare la transizione e far sentire la morte di Polite
Il cambiamento più importante che apporterei riguarda Survive. La prima fase dello scontro con Polifemo occupa una porzione considerevole del brano e, a mio parere, allunga la vicenda senza farla avanzare in misura proporzionata alla sua durata.
Passerei direttamente dal verso in cui Polifemo condanna Odisseo a essere l'ultimo a morire
Yes, you shall be the final man to die
al momento in cui afferra la clava e uccide Polite, eliminando una transizione di oltre due minuti.
Capisco che esista un parallelismo musicale e tematico tra i versi in cui Odisseo mette sul piatto una sola vita contro seicento
Six hundred lives at stake
It's just one life to take
E quelli in cui Polifemo risponde promettendo di prenderne seicento.
Six hundred lives I'll take
Six hundred lives I'll break
Il parallelismo è efficace e non lo eliminerei. Lo conserverei però all'interno di un'unica sequenza, anziché distribuirlo tra due momenti relativamente autonomi.
Così la scena acquisterebbe ritmo e la violenza di Polifemo risulterebbe più improvvisa: il passaggio dalla minaccia all'uccisione repentina di Polite diventerebbe un vero punto di rottura.
Chi vuole può fare la prova: saltare direttamente al momento in cui Polifemo colpisce Polite. L'azione immediata rende la scena più drammatica e mostra quanto guadagnerebbe da un montaggio più serrato, senza perdere praticamente nulla a livello della vicenda..
C'è però un problema che il taglio, da solo, non risolve e potrebbe persino aggravare: la morte di Polite è facile da perdere. È la prima persona che Polifemo uccide, nonché il migliore amico di Odisseo, e verrà richiamata più volte nel corso dell'opera. Eppure avviene in modo così improvviso che può sfuggire a chi ascolta senza seguire il video. Un evento destinato ad avere tanto peso dovrebbe essere riconoscibile anche solo dalla colonna sonora.
Basterebbe un accorgimento minimo: far gridare a Odisseo il nome di Polite nel momento in cui viene colpito. Non servirebbe una lunga scena di lutto, solo un richiamo che renda la morte inequivocabile. La morte repentina resterebbe, ma diventerebbe leggibile.
Si tratta, in sintesi, di ridistribuire il tempo: meno spazio alla transizione, più chiarezza e più peso al momento che conta. Il tempo risparmiato potrebbe essere usato altrove.
3. Remember Them: preparare il loto e ricordare Polite
Un problema che riscontro spesso in Epic: The Musical è la scarsa preparazione di alcuni eventi: a volte la narrazione sembra più interessata a raggiungere un momento spettacolare che a costruire il percorso che lo rende credibile. Nella Cyclops Saga succede quando Polifemo cade addormentato.
Odisseo ha mescolato il loto al vino, ma lo spettatore lo scopre soltanto dopo che il piano ha già avuto effetto, perché è lui stesso a spiegarlo in due versi, a cose fatte.
We must move quickly, we don't have much time
He didn't notice I mixed lotus in his wine.
Nell'Odissea l'episodio è diverso: Odisseo offre a Polifemo del vino molto forte, che il Ciclope beve fino a ubriacarsi e ad addormentarsi. Il musical introduce invece il loto come ulteriore espediente, che va bene, purché sia integrata coerentemente. Sarebbero bastati due versi prima della caduta di Polifemo, per mostrare Odisseo mentre prepara il piano o per far capire che ha mescolato qualcosa al vino.
Si potrebbe obiettare che la rivelazione a posteriori è un procedimento classico, usato di continuo nei film di rapina: il piano riesce e solo dopo ne vediamo il meccanismo. È vero, ma funziona quando lo spettatore avrebbe potuto sospettare qualcosa, o quando il racconto ha dichiarato apertamente di nascondere qualcosa. Qui manca l'uno e l'altro: l'informazione serve a capire l'evento, e arriva dopo l'evento. Una cosa è sorprendere lo spettatore con un esito inatteso ma preparato; un'altra è dargli soltanto dopo ciò che gli serviva per comprendere, col rischio che la soluzione appaia introdotta arbitrariamente.
Il secondo intervento riguarda Polite. Sebbene il ritornello richiami i compagni caduti in generale, il brano si concentra soprattutto sulla fuga, sulla strategia di Odisseo e sulla sua scelta di rivelare la propria identità a Polifemo, lasciando in secondo piano la perdita più personale del protagonista.
Un breve riferimento a Polite collegherebbe in modo più diretto le decisioni di Odisseo al lutto appena subìto. Non servirebbe un'elegia che spezzi il ritmo della scena: basterebbe anche un solo richiamo capace di esplicitare il legame tra il dolore e le sue azioni. Questo passaggio, inoltre, preparerebbe meglio il terreno per "My Goodbye", rendendo più comprensibili sia la rabbia di Odisseo sia il peso emotivo del suo scontro con Atena.
Magari il tempo risparmiato dal taglio precedente si sarebbe potuto impiegare qui per mostrare un ulteriore saggio dell'astuzia di Ulisse: l'escamotage della fuga aggrappati alla pancia delle pecore.
4. My Goodbye: Atena è troppo insensibile?
My Goodbye funziona già abbastanza bene, anche se è un'aggiunta del musical senza un corrispettivo diretto nel poema omerico. Non lo cambierei radicalmente, ma rivedrei alcune battute: in particolare quelle in cui Atena rimprovera a Odisseo di essere stato sconsiderato e sentimentale e usa la morte dei suoi amici come prova della sua debolezza.
You were reckless, sentimental at best
That's not a teaching of mine
You’ve grown soft, your dead friends can attest
L'atteggiamento di Atena mi sembra eccessivamente insensibile dal momento che Odisseo ha appena perso il suo migliore amico e diversi compagni, e si trova in un momento di profondo lutto. Che Atena lo rimproveri duramente per essere stato sentimentale, usando le sue perdite come prova della sua debolezza, la fa apparire quasi più in torto di lui.
Non dico che la dea abbia necessariamente torto sul piano strategico: rivelando la propria identità, Odisseo ha commesso un errore, le conseguenze saranno gravi. Ma avere ragione sulla strategia non significa avere ragione anche sul piano umano. Atena potrebbe contestare la decisione senza liquidare il dolore come debolezza; così com'è scritta, forse, risulta un po’ troppo distaccata..
D’ altra parte non mi convince totalmente nemmeno la reazione di Odisseo. La rabbia e l'orgoglio ferito lo portano ad attaccare personalmente la dea, accusandola di essere sola e di non avere amici. L'accusa ha una certa efficacia drammatica, ma rischia di apparire infantile, proprio perché arriva da chi ha appena perso uno dei suoi amici più cari. Si può leggere la contraddizione come parte della sua reazione emotiva: è ferito e arrabbiato, non sta costruendo un'argomentazione razionale. Perché questa lettura funzioni pienamente, però, il lutto per la perdita di Polite dovrebbe essere reso più evidente nei brani precedenti, ed è qui che le modifiche proposte alle sezioni 2 e 3 servirebbero anche a My Goodbye.
Fossi l’autore renderei Atena meno sprezzante, senza indebolire la sua critica strategica, e darei più risalto al dolore di Odisseo. Il confronto risulterebbe più equilibrato, con due personaggi che hanno entrambi ragioni valide, ma anche limiti e punti ciechi.
Conclusione
La Cyclops Saga contiene un conflitto tematico interessante, quello tra empatia e spietatezza, che prepara l'evoluzione successiva di Odisseo. I problemi che riscontro riguardano il modo in cui questo conflitto viene costruito, e hanno una radice comune: il tempo narrativo è distribuito male. Troppo spazio alla transizione di Survive e alla motivazione di Polifemo; troppo poco al lutto per Polite e alla preparazione del loto.
Per questo non credo che la soluzione sia sempre aggiungere, né sempre togliere. In alcuni casi taglierei e lascerei che siano le azioni a parlare; in altri basterebbero due versi in più, nel punto giusto.
Un antagonista non ha bisogno di essere moralmente giustificato per essere interessante. Una morte importante non dovrebbe rischiare di passare inosservata. E un colpo di scena funziona meglio quando la narrazione ha preparato le condizioni che lo rendono possibile. Sono questi gli interventi che, a mio parere, renderebbero la Cyclops Saga più efficace: maggiore coerenza nella caratterizzazione, più precisione nella costruzione delle scene e un ritmo capace di dare il giusto peso agli eventi decisivi.
Se l'analisi vi è piaciuta, posso provare a fare un lavoro simile anche per le saghe successive.